compagnia: Down Theatre
autore: Monica Maurizia Ronchi
regia: Monica Maurizia Ronchi
Erika accetta l’invito ad un week-end per incontrare Alberto, l’ex che l’ha lasciata e che vorrebbe, pare, riconquistare. Ma Alberto ha una nuova compagna ed Erika cercherà un gigolò per non essere sola al difficile incontro. Peccato che lo sconosciuto accompagnatore, al momento di presentarsi, si scopra essere Francesco, un vecchio compagno di scuola che lei non sopportava… L’imbarazzo prende il sopravvento ed Erika lo costringe ad andarsene. Alberto arriva, ha al suo fianco la nuova fidanzata. Erika vacilla, dove trovare la forza per affrontare il week-end? Fra lo stupore generale Francesco rientra presentandosi come il fidanzato di Erika. Il suo obiettivo sembra davvero togliere Erika dall’imbarazzo della situazione, e proprio per questo trova una scusa per allontanarsi con la fidanzata di Alberto e lasciare ad Erika il tempo di parlare con il suo ex. Ma tutto ha ancora da accadere. Un omicidio e la scoperta di un traffico di stupefacenti aprono nuovi scenari sulle reali intenzioni delle due coppie…
“Siamo nell’assurdità e nella banalità del reale, dove si può parlare di importare un rum o eroina, dove si può sorridere per la compagna dello zaino rosa o infiltrarsi violentemente nella sua vita, dove si può flirtare con il primo che capita e osservare indifferenti un compagno morire. Quasi non c’è teatro, c’è la semplice ironia della vita, dove non si può scegliere la piega da dare agli eventi perché gli eventi la piega se la danno da soli. E’ uno spaccato di come si odia, si ama, si detesta o ci si usa, di come si crea fastidio o attrazione, e molto senza volerlo, così solo perché ‘capita’. Uno spaccato di come superficialità e profondità si mescolano in ciascuno a molti livelli. Non tutto ha un senso, non tutto ha un fine. Si vive, e la vita scorre alternando voluto e non voluto, capito e non capito. I personaggi sono mossi dalla verità della loro vita, e questo è il compito profondo dell’attore, dare al personaggio non solo la dovuta credibilità ma la dignità di una vita vera. A volte ci stupiscono per reazioni che non sembrano congruenti a ciò che ci aspettavamo. Già! La vita li cambia, un incontro, anche solo una frase, può cambiare la loro prospettiva e quello che sembrava un obiettivo, una linea sicura, diventa… passato. Altro compito arduo per l’attore che non ha fra le mani una forma definita ma una forma in continuo movimento. Non c’è niente di risolto, tutto è sempre sospeso, i personaggi non appoggiano a terra, non hanno punti fermi per l’attore.
Non ho potuto scrivere altri personaggi perché questi ormai mi si erano presentati alla mente. Mi si sono presentati, li ho lasciati improvvisare fra loro, ho assistito e ho trascritto quello che loro hanno scelto di vivere.
Nel testo emergono chiaramente due tipologie: i personaggi aperti ed i personaggi chiusi, quelli che si lasciano permeare da ciò che è altro e quelli che hanno le definizioni di sé in loro stessi. Permeare non significa modificare, resta la propria struttura che però si arricchisce di altro. La nostra mente (ragione ed emotività) ha permeabilità quasi infinità. Lasciarsi permeare (che vuol dire comprendere, condividere, mettersi in discussione) è connotato dei personaggi positivi. Restare impermeabili all’altro mantenendo chiusa la propria Biosfera (nel senso si sfera interiore della vita) è connotato dei personaggi che si portano dietro una sofferenza non risolta e non attualmente risolvibile. Sono loro che soffrono e noi (pubblico, regia, e personaggi permeabili) soffriremo con loro se gli interpreti ci faranno il regalo di farci entrare in questo loro mondo distrutto.” (Monica Maurizia Ronchi)
[Lo Scantinato, Firenze - 04/11/2010]
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company: Down Theatre
author: Monica Maurizia Ronchi
directed by: Monica Maurizia Ronchi
[Lo Scantinato, Florence, Italy - November 04, 2010]